Onironauta

Animali, uomini e figli delle volpi

by on Mar.05, 2017, under Fumetti, riletture

Chi ha avuto la possibilità di leggere i fumetti che arrivavano dagli Usa negli anni novanta non può non emozionarsi ricordandosi quelle storie. Personaggi semi sconosciuti, a volte un po’ sfigati, dell’universo DC che improvvisamente riprendono vita. E stupiscono.

Tra loro c’è anche Buddy Baker, Animal Man, nei 26 numeri scritti da Grant Morrison.

Morrison è uno degli autori di quel “rinascimento britannico” del fumetto anglofono che con le sue storie (lo spirito santo nella trinità composta anche da padre Alan Moore e dal figlio Neil Gaiman) ha fatto nascere la linea Vertigo. E un nuovo modo non solo di scrivere, ma soprattutto di leggere, i fumetti.

Animal Man è il personaggio con cui Morrison è entrato in maniera definitiva in questa dimensione. Poi scriverà un’increbile massa di altre storie, anche più mainstream, spesso più pazze, magari anche più “belle”. Però Animal Man rimane un momento unico.

Quello che Morrison prende in mano è un personaggio da epoca d’oro, quella in cui le domande che si fa il lettore sono poche, per non dire inesistenti. I poteri che Buddy acquista dopo l’esplosione di una nave aliena gli consentono di “acquisire” i poteri degli animali: volare, nuotare, sentire rumori o odori. E i suoi nemici storici sono dello stesso stile, decisamente d’altri tempi.

La linea Vertigo di Karen Berger, anche se esiste di fatto, non è ancora nata. Animal Man è quindi un supereroe “qualunque”, tanto che nella gestione Morrison prenderà parte di uno di quei “mega crossover” che andavano tanto all’epoca (nello specifico Invasione) e farà parte di un supergruppo, la Justice League of Europe, spin off di una serie dai toni del tutto opposti da quelli della serie di Morrison, scritta da De Matteis e Giffen.

Per questo il processo di crescita di Animal Man è lungo, magari anche non lineare, ma continuo. Morrison mette nelle storie le sue preoccupazioni, i suoi dubbi e soprattutto la sua sensibilità riguardo il mondo degli animali. Con un effetto simile a quello ottenuto su Dylan Dog da Tiziano Sclavi lo scrittore britannico pone l’accento sulle condizioni degli animali impiegati nella ricerca scientifica.

Non si tratta però solo di attaccare la “vivisezione”. La crescita di Buddy, che prova anche a costringere la famiglia a diventare vegetariana, è una crescita personale, dei rapporti con sè stesso e con gli altri, in cui l’animalismo è solo uno degli aspetti, anche se senza dubbio il più evidente e sentito dall’autore.

Quello che Morrison finisce per indagare però è il rapporto tra creature e creatore, tra i personaggi e i loro autori. un’indagine che culmina con la celeberrima storia che racconta l’incontro tra Animal Man e lo stesso Morrison.

I personaggi dei fumetti nelle storie di questo ciclo diventano delle cavie richiuse in una gabbia fatta di clichè narrativi, un destino scritto nel loro stesso successo. Un destino a cui non si può sfuggire, come dimostra il coyote in quella che forse è la storia più riuscita dell’intero arco narrativo.

Animal Man di Grant Morrison è quindi una saga (che RW sta ora riproponendo) su cui il grande fumetto targato Vertigo ha posto le basi. Magari altre storie e personaggi incarneranno in maniera più precisa quello che sarà poi il nuovo corso (una può essere la Doom Patrol dello stesso Morrison), ma basandosi su quelle storie di un supereroe un po’ kitch riscoperto in maniera geniale dall’autore scozzese.

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